Alle origini: la "chiesa di la panedha"

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Le origini della Chiesa di Maria SS. Assunta in Cielo, situata nel rione Terravecchia, si perdono nel tempo. Per risalire infatti alla sua fondazione, dobbiamo risalire alle origini stesse di Serra San Bruno e dei suoi abitanti. Giunto Brunone di Colonia in finubus Calabriae nel 1084, nel 1091, a Mileto, il gran Conte Ruggero d’Altavilla procedeva alla stesura di un atto, mediante il quale il fondatore dell’Ordine Certosino riceveva il terreno sul quale avrebbe potuto vivere nel silenzio e nella solitudine. Insieme al terreno dell’eremo, il Normanno concesse più volte alla nascente comunità certosina alcuni uomini che aiutassero gli eremiti nella loro vita. I primi uomini ad essere assegnati furono il guardaboschi Mulè con i suoi figli, seguiti da altri braccianti provenienti dal circondario e da Stilo. Ma tra i primi abitanti di Sancta Maria de Turri le cronache certosine annoverano anche i 112 congiurati che, guidati dal capo delle guardie Sergio, avevano cospirato contro Ruggero mentre questi assediava Capua. Lo stile di vita scelto dal padre Bruno, però, non contemplava la presenza di uomini con le loro famiglie nelle immediate vicinanze dell’eremo: per questo motivo, e forse per interessamento dello stesso S. Bruno, questa gente fu sistemata dall’altra parte del fiume Ancinale, dove cioè ora sorge il rione Terravecchia: un luogo né troppo vicino né troppo lontano dai boschi e dall’eremo dove gli uomini lavoravano. Questi costruirono le loro case in legno, e si dedicarono anche alla costruzione di una chiesetta in cui si sarebbe venerato San Giovanni Battista, protettore della vita eremitica, che in seguito utilizzarono come ospedale e mensa per i poveri. Da qui il nome di chiesa di la panedha. Dopo un breve excursus sulla nascita della “chiesa”, passiamo ad analizzare la nascita della “congrega”. La pietà della Chiesa verso la Santa Vergine è elemento intrinseco del culto cristiano. La Santa Vergine viene dalla Chiesa giustamente onorata con un culto speciale. Nel XVI sec., tale culto tocca uno dei suoi momenti più alti: assistiamo infatti alla vastissima diffusione di congregazioni di laici intitolate a Maria. È in questa fase storica che si affermano i 290 casi di “patronato” di Maria, che supera così in Italia i Santi, con vari titoli: di tipo geo-topografico (Madonna della montagna, Madonna a mare ecc.), con espressioni celebrative (Madonna della luce, delle grazie ecc.) o qualità taumaturgiche (Madonna della salute ecc.). NEL SUD ITALIA, SU 190 CASI DI PATRONATO MARIANO, PREVALE IL TITOLO DELL’ASSUNTA IN CIELO CON 41 CASI. Le congreghe nascono come istituzioni della morte: come associazioni cioè che aiutassero il prossimo non solo dal punto di vista antropologico ma anche materiale, garantendo agli iscritti bara, funerale e degna sepoltura. Nel 1629, il vescovo Andrea Pierbenedetti stende la relazione della sua visita apostolica alla diocesi nullius della Certosa. Il vescovo fa menzione, a proposito della chiesa Matrice, di una congrega dedicata al SS. Sacramento. Sempre nella chiesa Matrice operavano la congrega della Madonna della Neve con il suo Monte di Pietà e la congrega del Rosario i cui membri indossavano l’abito di sacco bianco e nero. Ma bisognerà aspettare il 1694 perché anche nella chiesa di S. Giovanni o di la panedha prendesse vita, per interessamento del Venerabile Padre Antonio da Olivadi, un’associazione di laici “timorati di Dio e devoti della Vergine Santissima”, che si proposero di comune accordo la promozione del culto e della devozione alla Madre di Nostro Signore Gesù Cristo. Dopo il gran terremoto del 1783, la semplice chiesetta fu trasformata nell’attuale splendido edificio ecclesiastico.

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The origins of Our Lady of the Assumption Church, situated in Terravecchia district, go far back in time. To go back to its foundation, we must go back to the origins of Serra San Bruno and its inhabitants. Following the arrival of Brunone from Colonia in finubus Calabriae in 1084, in 1091, at Mileto, the great Count Ruggero of Altavilla proceeded to the draft of a deed, through which the founder of the Carthusian Order received the land upon which he could live in silence and solitude. With the hermitage land, many a time the Norman granted men to the emerging Carthusian community to help the hermits with their life. The first men to be assigned were Mulè the forester and his children, followed by other labourers from the surroundings and Stilo. But among the first inhabitants of Sancta Maria de Turri, the Carthusian chronicles also count the 112 conspirators that, led by Sergio, head of the guards, conspired against Ruggero while he was besieging Capua. The lifestyle chosen by Father Bruno, however, did not include the presence of men with their families in the immediate vicinity of the hermitage: for this reason, and maybe for the intervention of St. Bruno himself, these people settled on the other side of the Ancinale river, where the Terravecchia district now rises: a place neither too near nor too far from the woods and the hermitage where the men worked. They built their homes in wood and they dedicated themselves to the construction of a little church where St. John the Baptist, protector of eremitic life, was worshipped. The church was later used as a hospital and refectory for the poor. From here the name Church of la panedha. After a brief digression on the outset of the “church”, let’s analyse the beginning of the confraternity. The devotion of the Church towards the Blessed Virgin is an intrinsic element of Christian worship. The Blessed Virgin is rightly honoured with veneration. In the sixteenth century, such veneration reaches one of its highest moments: in fact we assist to the spread of many lay congregations dedicated to Mary. It is in this historic phase that 290 cases of “patronage” by Mary affirm themselves, exceeding the Saints in Italy with various titles: of geo-topographic type (Our Lady of the Mountain, Our Lady of the Sea etc.), with commemorative expressions (Our Lady of Light, of Grace etc.) or thaumaturgic quality (Our Lady of Health etc.). IN SOUTHERN ITALY, OUT OF 190 CASES OF MARIAN PATRONAGE, THE TITLE OUR LADY OF THE ASSUMPTION PREVAILS IN 41 CASES. The confraternities began as death institutions: namely as associations that help people not only from an anthropological point of view but also materialistically, guaranteeing the enrolled coffin, funeral and worthy burial. In 1629, the bishop Andrea Pierbenedetti drew up a report of his apostolic visit to the diocese nullius of the Charterhouse. The bishop mentions, with regard to the Matrix Church, a confraternity dedicated to the Holy Sacrament. Always in the Matrix Church operated the confraternity of Our Lady of Snow with its Pawnshop and the confraternity of the Rosary whose members wore the white and black sackcloth. One must wait until 1694, thanks to the intervention of the Venerable Father Antonio da Olivadi, for the association of “God-fearing laymen devout to the Blessed Virgin” to also begin in St. John’s Church the veneration of the Mother of Our Lord Jesus Christ. After the great earthquake of 1783, the simple church was transformed into the current splendid ecclesiastic structure.    

 

 

 

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