Elezione del seggio priorale, membri e loro funzioni

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Il primo statuto ad essere emanato risale al XVIII secolo. Sappiamo con certezza che il 4 settembre 1766, circa 240 confratelli hanno redatto di comune accordo uno statuto da presentare al re delle Due Sicilie, Ferdinando IV di Borbone, per ricevere l’approvazione. Il primo dicembre dello stesso anno, il re non solo riconosceva lo statuto della nostra congrega e quello dell’Addolorata, ma concedeva al sodalizio anche il riconoscimento della stato giuridico. Bisogna ricordare che nella società del ‘700 esistevano profonde discriminazioni; grazie agli statuti delle due arciconfraternite, tali discriminazione vennero abolite per lo meno nella chiesa di Serra San Bruno.

Ma col passare del tempo alcune regole non venivano più tenute in considerazione. Fu nel 1931, in data 8 dicembre, che Sua Ecc. mons. Giovanni Fiorentini, allora vescovo di Catanzaro-Squillace, decise di emanare un nuovo statuto che meglio rispondesse alle esigenze del sodalizio. Tale statuto vige tuttora. Ma dello statuto si parlerà in seguito. Cerchiamo di capire adesso a chi è affidata la gestione dell’arciconfraternita, quali sono i suoi organi e le loro mansioni soprattutto.

Innanzitutto, gli organi del sodalizio vengono rinnovati ogni due anni. Si vota il 26 dicembre, festa di Santo Stefano. Il voto è libero e segreto, perché espresso in urna contenente palline bianche e nere. I confratelli chiamati a votare si riuniscono in una sorta di conclave, in quanto una volta entrati in chiesa, dopo la seconda convocazione dell’assemblea, non si può uscire fin quando la seduta non si dichiara sciolta. Il suono della campana a festa annuncia alla popolazione che è stato eletto il nuovo priore.

Prima di procedere alla sua nomina, però, si assiste al momento più solenne delle elezioni: un sacerdote, chiamato a presiedere dall’Ordinario diocesano, invita i confratelli a scegliere il loro nuovo pastore in piena coscienza, quindi intona il canto del Veni Creator Spiritus e si procede con le votazioni.

Il priore uscente propone una terna di nominativi, tra i quali dovrà essere scelto il suo successore che, in base allo statuto, non dovrà essere un pubblico adultero, omicida o bestemmiatore, ma assiduo frequentatore e in regola con i sacramenti della vita cristiana. Perché l’elezione sia valida occorre una semplice maggioranza, ossia la metà più uno dei votanti. Se per la prima terna il quorum non verrà raggiunto, sarà proposta una seconda terna e, se anche questa dovesse fallire, una terza. Nel caso in cui nessuna terna ottiene il quorum, vengono sospese le elezioni, e il seggio priorale rimarrà vacante fin quando non sembrerà opportuno al vescovo di indire nuove elezioni. La stessa procedura è applicata per i due consultori.

Perché un seggio venga rieletto, è necessario che almeno un quinto dei confratelli in regola con lo statuto (che godano cioè almeno dell’elettorato passivo e non siano in mora con i pagamenti da almeno tre anni) faccia proposta scritta, e tale proposta dovrà essere accettata dall’assemblea con votazione segreta, e il quorum dovrà essere di due terzi dei votanti.

Priore e consultori non possono inserire nelle loro terne parenti che raggiungano il terzo grado di parentela.

Il mattino di Capodanno successivo alle elezioni vede la nuova amministrazione insediarsi al posto di quella uscente. Subito dopo la funzione religiosa, il nuovo priore presenta all’assemblea il suo segretario e il vice cassiere, per poi passare all’elezione, da parte dell’intera comunità, del cassiere, scelto tra i nominativi di una terna presentata dal nuovo priore.

Election of the prioral chair, members and their functions

 

The first statute to be issued goes back to the XVIII century. We are certain that on September 4, 1766, approximately 240 brothers drew up together a statute to submit to the King of the Two Sicilies, Ferdinand IV of Bourbon, for approval. The first of December of the same year, not only did the king acknowledge the statute of our confraternity and that of Our Lady of Sorrows, but he also granted the brotherhood the acknowledgement of the legal statute. One must recall that in eighteenth century society deep discriminations existed; owing to the statutes of the two confraternities, such discriminations were abolished at least in the church of Serra San Bruno.

As time went by some rules were no longer followed. In 1931, on December 8, His Excellency Monsignor Giovanni Fiorentini, at that time bishop of Catanzaro-Squillace, decided to issue a new statute more in line with the needs of the brotherhood. That statute is still in force. The statute will be discussed later. Now let’s try to understand who runs the archconfraternity, what are its bodies and above all the duties.

First of all, the bodies of the brotherhood are renewed every two years. Elections are held on December 26, Feast of St. Stephen and ballots are cast secretly. The brothers summoned to vote gather in a sort of conclave, since once inside the church, after the second convocation of the assembly, nobody may go out until the session has been closed. The tolling of the bell announces to the population that a new prior has been elected.

Before proceeding to his appointment, however, the most solemn moment of the election takes place: a priest, summoned by the diocesan Ordinary to chair, invites the brothers to choose the new pastor, hence he tunes the song of the Veni Creator Spiritus and the elections proceed.

The outgoing prior suggests a short list of three names, among whom his successor must be chosen, who according to the statute, must not be a public adulterer, murderer or blasphemer, but a diligent regular in line with the sacraments of Christian life. In order for an election to be considered valid a simple majority, namely half plus one of the voters, is necessary. If a quorum is not reached for the first list of three names, a second list of three will be suggested and if it is not reached again, a third list. If a quorum is not reached for any list of three, the elections are suspended, and the prioral seat will remain vacant until the bishop calls for new elections. The same procedure is applied for the two consultors.

For a chair to be re-elected, at least one fifth of the brothers in line with the statute (that is candidates not in default with payments for at least three years) must submit a written proposal, and such proposal must be approved by the assembly by secret ballot, and the quorum must be two thirds of the voters.

The prior and the consultors may not introduce on their lists of three names relatives up to the third degree of kinship.

Morning of New Year’s Day following the elections sees the new administration install itself in place of the outgoing one. Immediately after the religious ceremony, the new prior introduces to the assembly his secretary and vice-cashier, moving on to the election, by the entire community, of the cashier, chosen from a list of three names presented by the new prior.      

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