Celebrato il XXV anniversario dell'incoronazione della Vergine Assunta
   
 

Si è celebrata nel pomeriggio di sabato 9 maggio la ricorrenza giubilare per l’Arciconfraternita dell’Assunta di Terravecchia. Cornice dei solenni festeggiamenti è stata una piazza San Giovanni per l’occasione gremita di fedeli e allestita per meglio accogliere S.E. Rev.ma Vincenzo Bertolone, Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace. È stato infatti il presule della locale Chiesa a presiedere la Solenne Eucarestia, affiancato dal parroco e padre spirituale don Leonardo Calabretta, dal vicario foraneo don Biagio Cutullé e dal giovanissimo sacerdote serrese don Vincenzo Schiavello. Presenti tutte le associazioni: Aval, Gruppi Scout 1 e 2, Ualsi.  

Per l’occasione, il Seggio Priorale guidato da Raffaele Tassone ha voluto l’intronizzazione dello stupendo simulacro di fine ‘700. La Madonna Assunta, quindi, è stata portata fuori dalla chiesa omonima, con il capo ornato dello splendido diadema imposto sul suo capo l’8 maggio 1990 dall’Arcivescovo Antonio Cantisani, il quale sanciva così anche la proclamazione del sodalizio ad Arciconfraternita.

Celebrando la S. Messa della VI Domenica di Pasqua, mons. Bertolone ha centrato la sua lunga ma piacevole omelia sul tema dell’amore e del perdono, lasciandosi accompagnare nel suo discorso dalle risposte offerte dal giovanissimo confratello Giuseppe Tassone. “L’innocenza dei bambini” – ha dichiarato il vescovo – “è quella che ci rende simili a Gesù. E chi è più simile a Gesù se non i Santi, e in particolar modo la sua dilettissima Madre?”. La Madonna Assunta, quindi, è stata dal presule additata come modello da seguire e Madre da venerare: a tal proposito, le confraternite di Serra (rappresentate in piazza dai rispettivi seggi priorali in abito) sono state elogiate per la cura e la dedizione dimostrate nella manutenzione delle proprie chiese. Prima di entrare in sagrestia per la vestizione e la processione d’ingresso, l’Arcivescovo è entrato in chiesa e vi è rimasto per diversi minuti ad ammirare estasiato gli stucchi, gli altari e tutte le opere d’arte in essa contenute. In sagrestia è stato accolto calorosamente dal Seggio Priorale, che ha salutato in tono cordiale e amichevole.

Alla fine della celebrazione Eucaristica, l’Arcivescovo ha voluto presiedere la Supplica a Maria SS. Assunta in Cielo, inginocchiandosi davanti la superba statua di Vincenzo Scrivo.

Emozionato è apparso il Priore Tassone nel porgere i saluti finali all’Arcivescovo e a tutte le autorità, civili e religiose, che hanno preso parte alla cerimonia. All’Arcivescovo è stato fatto dono di un “ufficiolo” (il libro che contiene i vari uffici cantati in congrega durante l’anno) e di una copia di “Assumpta est”, il libro su storia, arte e spiritualità della congrega, scritto da Primerano, Pisani e Ceravolo, curato da Antonio Zaffino e impreziosito dalle foto di Brunello Tripodi.

Una giornata che resterà dunque negli annali della Confraternita, quella del 9 maggio 2015. Una giornata che ha rievocato tantissimi ricordi in chi c’era anche 25 anni fa, soprattutto i confratelli che sentono forte il senso di appartenenza a questa congrega. Una congrega che, pur tra tante difficoltà, riesce a dare segnali di una vitalità e di una spiritualità che, pur affondando le loro radici nel 1694, possono dare ancora tanto a Serra.