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L’edificio ecclesiastico, sito in Piazza San Giovanni, è registrato al foglio 5 lettera D del catasto edilizio comunale. La superficie da esso occupata è di 450 mq. La chiesa venne edificata proprio sullo stesso luogo dove si trovava l’antica “chiesa di la panedha” , voluta dai padri certosini. Prima del terribile sisma del 1783 presentava una facciata in mattoni rossi, ed era rivolta verso la certosa. Dopo il rifiuto di restituire la statua della Vergine da parte di coloro che si erano stabiliti in Spinetto, la facciata venne collocata dove si trova attualmente, cioè con la parte posteriore rivolta verso Spinetto. Un accurato studio del prof. Giuseppe Maria Pisani ci dimostra come l’attuale facciata provenga dalle rovine dell’antica certosa. Secondo il prof. Pisani, il frontespizio avrebbe fatto parte del chiostro barocco del monastero. Infatti, vi sono diversi elementi comuni tra il chiostro della certosa, la nostra chiesa e la chiesa di Santa Maria del Bosco. In primo luogo, i capitelli del chiostro e quelli della chiesa dell’Assunta sono simili in tutto, mettendo in evidenza il periodo di costruzione. Sulla facciata della chiesa di Santa Maria possiamo notare due elementi decorativi fogliati, uguali a quelli presenti sul nostro campanile. A Santa Maria, però, sono stati collocati in maniera errata, poiché la cornice d’attacco lega in modo errato con la restante fascia granitica. Questa imperfezione è dovuta al priore della certosa Vittore Nabantino, che li fece montare nel secolo scorso.  Altri elementi decorativi in comune tra il santuario e la chiesa dell’Assunta sono i pinnacoli. I mascheroni presenti sull’attuale cornicione (lato sinistro e destro) sono scolpiti in altorilievo, e servivano un tempo per lo scolo dell’acqua piovana. Giunti sull’imponente gradinata d’ingresso, non può passare inosservato il portale esterno. L’attuale portone sostituisce l’antico portale in legno recuperato anch’esso dalle rovine della certosa. Progettato e realizzato nel 1996 da artisti serresi (tra cui Primerano Raffele, Albano Vito e Callà Vincenzo), rappresenta la partecipazione di Maria alla gloria di Cristo risorto e alla sua vittoria sul mondo e l’intero universo. Era allora priore il sig. Vellone Nazzareno. Ai lati del portone si ergono due maestose colonne in granito locale, sormontate da splendidi capitelli. Appena sopra il portone, leggiamo la dedicazione della chiesa:

 

DEO OPTIMO MAXIMO: ASSUMPTA EST MARIA IN COELUM, GAUDENT ANGELI.

 

Ancora più in alto attira l’attenzione una lapide in marmo bianco, che porge un saluto alla Madonna con le seguenti parole:

 

AVE SANCTISSIMA DEI MATER MARIA IN COELUM ASSUMPTA: SERVOS TUOS IN TE CONFIDENTES CUSTODITO ET AD COELESTIA REGNA PERDUCITO.

 

Alzando lo sguardo sulla lapide, fa bella mostra di sé un finestrone in vetro colorato artisticamente lavorato, raffigurante la Vergine Assunta. È stato offerto nel 1953 dalla consorella Rosamunda La Bella, ed è stato disegnato da Giuseppe Maria Pisani Junior.

 

Lo stile barocco della facciata è armoniosamente completato da un magnifico campanile. Parlando della sua struttura, occorre compiere un salto nel passato: alla facciata della chiesa era stata installata un tempo una sovrastruttura in granito e muratura, dove era stato montato un orologio, che ne alterava il prospetto e lo rendeva meno piacevole allo sguardo. Nel 1952, tra il sindaco dell’epoca, avvocato Salvatore Salerno, e il priore pro tempore Michele Borello si decise, dopo aver sentito il parere dei confratelli e di buona parte della popolazione, di rimuovere tutto ciò che era estraneo alla facciata della chiesa: l’orologio fu tolto e  successivamente installato sulla torre del palazzo municipale. Bisogna ricordare che la parte meccanica di questo orologio fu realizzata dal nostro concittadino Giuseppe Barillari detto Giacù, a dimostrazione di come l’artigianato serrese avesse raggiunto notevoli livelli anche in questo settore.

 

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The ecclesiastic structure, situated in St. John’s Square, is registered on page 5 letter D of the municipal land registry office. It occupies an area of 450 square metres. The church was built right on the same place where the ancient “Chiesa di la panedha” was located, as desired by the Carthusian monks. Before the terrible earthquake of 1783 it presented a façade in red bricks and it faced the Charterhouse. After those who settled in Spinetto refused to give back the statue of the Virgin Mary, the façade was placed where it is now, that is with the back towards Spinetto. A careful study conducted by Professor Giuseppe Maria Pisani shows how the present façade originates from the ruins of the ancient Charterhouse. According to professor Pisani, the façade once belonged to the baroque cloister of the monastery. In fact, there are several common elements among the cloister of the Charterhouse, our church and the Church of Our Lady of the Woods. First of all, the capitals of the cloister and those of the Our Lady of the Assumption Church are similar in all, highlighting the building period. On the façade of St. Mary’s Church we can notice two sheeted decorative elements, equal to those present on our bell tower. At St. Mary’s, however, they were placed erroneously since the frame connection combines wrongly with the remaining granite block. The blame of this imperfection lays upon the Charterhouse prior Vittore Nabantino who had them put up a century ago. Other common decorative elements between the sanctuary and the Church of Our Lady of the Assumption are the pinnacles. Walking up the imposing entry steps, the outer portal cannot go unnoticed. The present main entrance replaced the ancient wooden front door, itself recovered from the ruins of the Charterhouse. Designed and realized in 1996 by Serrese artists (among whom Raffele Primerano, Vito Albano and Vincenzo Callà), it represents the participation of Mary to the glory of Christ resurrected and to his victory over the world and the entire universe. Mr. Nazzareno Vellone was prior at that time. On both sides of the front door rise two majestic columns in local granite, surmounted by splendid capitals. Just above the main entrance, one may read the dedication of the church:

 

DEO OPTIMO MAXIMO: ASSUMPTA EST MARIA IN COELUM, GAUDENT ANGELI.

 

Higher up one’s attention is drawn by a plate in white marble that honours Our Lady with the following words:

 

AVE SANCTISSIMA DEI MATER MARIA IN COELUM ASSUMPTA: SERVOS TUOS IN THE CONFIDENTES CUSTODITO ET AD COELESTIA REGNA PERDUCITO.

 

Above the plate one can admire a large stained glass window artistically toiled portraying the Virgin Mary. It was donated in 1953 by sister Rosamunda La Bella and it was designed by Giuseppe Maria Pisani Junior. The baroque style of the façade is harmoniously completed by the magnificent bell tower. Talking about its structure, one must take a step backwards: on top of the façade once a superstructure in granite and brickwork was installed, where a clock was put up, altering the view and making it less pleasing to the eye. In 1952, the then mayor, Mr. Salvatore Salerno, and the pro tempore prior Michael Borello decided, after listening to the opinion of the brothers of the confraternity and large part of the population, to remove everything unrelated to the façade of the church: the clock was taken off and subsequently installed on the town hall tower. One must bear in mind that the mechanism of this clock was realized by our fellow townsman Giuseppe Barillari called Giacù, as proof of how Serrese craftsmanship had reached a considerable level in this field as well.

 [Italiano]